Febbraio 2017 - Presentazione di Giampietro Cavedon

Giampietro Cavedon nasce nel 1951 a Marano Vicentino, dove da allora vive e lavora. Avendo iniziato a dipingere e ad esporre giovanissimo, da anni partecipa a importanti concorsi nazionali e le sue opere vengono esposte in importanti rassegne dove ottiene premi e riconoscimenti. Tra questi ricordiamo il primo premio alla Biennale di Civitella della Chiana e ai concorsi di Arco, Asolo, Schio, Zugliano, Fratta Polesine. Ottiene risultati importanti al Premio Agazzi di Mapello, alla Biennale di Soliera, alla Biennale di Osio di Sotto, al Premio G.B.Cromer di Agna, al Premio di Cordignano, al Premio Chimera di Arezzo e alla Biennale di Fiume Veneto. Le sue opere sono state esposte a Bruxelles, Roma, San Francisco, New York e Barcellona.

Le ambientazioni di Cavedon, dai paesaggi urbani agli interni domestici o industriali, sono immersi in un’atmosfera densa di evocazione. È l’azione della memoria che cerca di mettere a fuoco i ricordi, la mano che muove il suo pennello, i contorni sfumati palesano l’impossibilità di afferrare nitidamente le immagini. Quello che rappresenta l’artista nelle sue opere non è quello che si vede ma quello che egli vede e ce lo riporta attraverso il filtro della sua mente. Allo spettatore non resta che indovinare, intuire, cercare tra gli oggetti e i contorni abbozzati una dimensione malinconica, sfuggente e che forse non si farà mai svelare.

Marzo 2017 - Presentazione di Carlo Zara

Carlo Zara nasce durante la seconda guerra mondiale, il 5 marzo del 1943, mentre il padre milita come ufficiale nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Ciononostante il 27 aprile 1945 il dramma della guerra colpisce anche la sua famiglia quando il nonno paterno si offre al posto del figlio, che i tedeschi volevano prelevare, e viene ucciso, unendosi così agli oltre 100 civili trucidati nell’alta padovana durante le rappresaglie nazifasciste nei giorni tra il 27 e il 29 aprile del ’45.

Già durante la scuola primaria emerge la sua propensione per l’arte grazie alla vittoria, in un concorso d’arte per bambini, di un suo disegno (un retorico eroe a cavallo). Questo risultato convince il padre a fornirgli costantemente fogli e china necessari per l’esercizio grafico.

Gli anni della giovinezza sono anche gli anni della protesta e dell’impegno politico e sociale all’interno dei movimenti politici della sinistra sessantottina.

Nel ’70 lavora come aiuto regista nel film “Uccidete il vitello grasso e arrostitelo” di Salvatore Samperi, soggetto Carlo Zara come aiuto registadi Dacia Maraini con musiche di Ennio Morricone.

Nella seconda metà degli anni 70 espone, nelle sue prime mostre collettive ed individuali, principalmente disegni a china di satira politica militante (1977- Galleria il Centesimo- Padova- presentazione in catalogo di Tono Zancanaro, 1977/78 – Accademia dei Concordi di Rovigo).

Gli anni ’80 si aprono - unitamente alla crisi familiare- con la fine dell’utopia e l’inizio del disimpegno e Carlo Zara ne prende atto. Giorgio Segato, a commento della mostra civica presso la Galleria di Piazza Cavour del 1985, scrive “il mondo grafico di Carlo Zara si è andato espandendo man mano che il segno ha abbandonato l'intenzione esclusivamente politica per sondare gli spazi interiori dell'immaginazione, gli incubi, le ossessioni, le persistenze dei sogni, la libertà associativa della fantasia, che fonde stimoli esterni a impulsi psichici, tensione sociale e culturale e insorgenza emotiva. La denuncia del disagio esistenziale non riguarda più soltanto alla realtà esterna, in un processo di tesa e raffreddata oggettivazione, ma c'è presa di consapevolezza del coinvolgimento diretto e inevitabile della propria psiche, del proprio vissuto, e il conseguente maturare di una disponibilità ad esplorare, a tastare con "passione" i nuclei espressivi profondi, a lasciarli emergere a coscienza dolorosa dell'esistere, della paura di esistere, per conoscerne i limiti, gli spessori, le radici, per verificarne il rapporto con la realtà circostante e quotidiana”.

La sua espressione artistica non si limita più quindi al “graffio” a china, ma esplora la pittura, prima con l’acquarello e poi con l’acrilico; dalle tavole di satira politica passa alla illustrazione di passi di autori preferiti (Schopenhauer, Nietzsche, Cioran) e al disegno erotico.

In questi anni si esprime con maggiore intensità l’attività pubblica di Carlo Zara con la partecipazione a varie mostre

Al finire degli anni 80, a neppure 50 anni, si ritira praticamente a vita privata nell’appartamento – studio, ma anche prigione come rappresenta talvolta nei suoi disegni (vedi le tavole dedicate a “via Redi,12”), dove, tranne sporadiche eccezioni, passa le sue giornate ascoltando musica, leggendo e principalmente dipingendo.

Questo suo vivere si manifesta dal punto di vista della produzione artistica nel totale abbandono a partire dagli anni ’90 dell’arte figurativa, passando esclusivamente all’acrilico e alla pittura informale.

Dopo anni di malattia, debilitato nel fisico e nel morale, nonostante l’aiuto e il sostegno di alcune amiche, muore in casa il 21 luglio sfinito dal gran caldo dell’estate 2015.

 

Aprile 2017 - Presentazione di Franco Pivetti

Il percorso umano, personale, artistico e creativo di Franco Pivetti non si può riassumere in una recensione. E forse neppure in un sito intero, anche se questo strumento, ora a disposizione anche dei creativi, offre possibilità un tempo impensabili a chi, per scelta e istinto, per vocazione e volontà, vuole comunicare.

Lo schermo al servizio del pennello, del bulino, del torchio, della matita, della biro, dell'olio e dell'acquatinta. Perché Pivetti non si è mai sottratto alle sfide: ha superato il mezzo secolo di attività (celebrato con tre personali in altrettanti città italiane) ma è ben lungi dal trovare l'approdo definitivo.

L'arte è fatica. Come una bicicletta da spingere per arrivare in città, per studiare in Accademia. L'arte è inizio, come lo sono i disegni degli anni Cinquanta. L'arte è emozione come le tempere che raccontano il suo amato Nord Africa. Ed è ricerca, quella compiuta nel cosiddetto «periodo magrittiano». Fino al simbolismo, delicato e raffinato transito degli anni Settanta ed Ottanta, e all'arte fantastica, spazio mentale, sentimentale e filosofico nel quale Franco Pivetti naviga da tempo con singolare e riconosciuta maestria.

Nessuno - per fortuna - può sapere ancora quale idea illuminerà il domani. Nessuno può sapere se nasce prima l'uomo o la sua arte. E dove arriveranno insieme.

Maggio 2017 - Presentazione Tono Zancanaro

Antonio Zancanaro, noto come TONO, nasce a Padova l’8 aprile 1906, e vi muore il  3 giugno 1985.
Pittore, grafico, incisore, scultore, mosaicista, litografo … ha esplorato tutte le tecniche delle arti visive. Sue opere sono in alcuni fra i maggiori musei del mondo, come il Victoria and Albert Museum di Londra o il Museo Puškin a Mosca., ed in numerosi musei italiani. Ha esposto in tutto il mondo, vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Amante della classicità greca e della Sicilia in particolare, è cittadino onorario di Capo d’Orkando (ME) e di altre cinque città.
Di se aveva scritto, fra l'altro, nella autopresentazione della mostra presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1972/73: "Sono stato e sono, si capisce, estraneo ai giochi dei clan, gruppi, estetiche, giri di mercato. Ma mai ho dubitato che se il gioco doveva costare la proverbiale candela, consista e con¬siste nella fiducia verso l'uomo e me stesso nel vivo della vita e della storia dell'uomo e dell'umanità. Essere magari l'ultimo anello, ma della catena che tiene legata l'umanità che io chiamo umana. Questa è stata ed è la mia resistenza di uomo prima di tutto, di artista infine. Forte come credo di essere per aver affondato le mie radici nel mondo ellenico, ultimo e primo approdo che non esclude davvero la grande civiltà e terra cinese, il nostro rinascimento, la recente storia dell'umanità che lotta per l'uomo figlio e padrone della ragione. "

 

Giugno 2017 - Presentazione di Eleazar Joel Sanchez

Artista riconosciuto a livello internazionale, Eleazar Sanchez, autore, tra l’altro, d’una Pala d’Altare situata presso la Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano, dedicata al Martire Salvadoregno Oscar Romero e di un ritratto dello stesso Beato donato a Papa Francesco.
   
    L’Artista nato in El Salvador, dopo aver concluso i suoi studi presso l’accademia di Belle Arti del suo paese, prosegue la sua esperienza artistica arricchendola delle nuove suggestioni offerte dai paesi e dalle culture che incrocia nel suo percorso; dall’esperienza breve ma intensa vissuta nella Città del Messico, alla vita caotica, metropolitana di New York,  sino all’approdo in Sicilia dove inizia la sua esperienza in Europa, esponendo tra l’altro, a Palermo, Catania, Roma, Milano, Parigi, Lione e Berlino, passando dal sacro al profano, dal carnale allo spirituale, dal retratto del Beato Martire Oscar Romero d’America, esposto al Museo Diocesano di Piazza Armerina, all’opera, di forte impatto provocatorio, “Le Quattro Virtù Cardinali “ , realizzata per l’esposizione temporanea presso la “La Via degli Artisti Gallery & Auction” di Berlino.
     
Eleazar è un visionario ed intimista che trasferisce i suoi pensieri ed emozioni di un vissuto interiore in una realtà con tutte le sue contraddizioni concrete dove l’uomo esprime tutta la sua carnale sofferenza; nella sua opera, la “Spiritualità” è in conflitto con se stessa nel continuo tentar di armonizzarsi con l’ambiente e l’eterna ricerca ed affermazione umana tra il sacro ed il profano, i vizi e le virtù, la verità e la menzogna, il bene ed il male …  La sua “Surrealità” è trasfusa dallo spazio onirico al suo nuovo campo reale che crea esprimendo un pensiero al di là di ogni giudizio o morale della fragile dimensione umana.

Le opere in mostra rappresentano il traguardo di un nuovo stile raggiunto dopo l’appagamento dalle istanze interiori di ribellione, espresse nel periodo dell’horror vacui, grazie alla rigenerazione ed alla rielaborazione della speranza di rinascita.

Alcune opere di Eleazar Sanchez:

 

Luglio 2017 - Presentazione di Valerio Incerto

Autore, fotografo, video-maker e compositore.

Nel 1994 frequenta i corsi popolari di armonia al Conservatorio di Milano e i corsi di animazione musicale al Centro Educazione Musicale di Base. Nel 1995 fonda il duo rock Stowaway. Nel 1996 si unisce alla compagnia teatrale d'avanguardia Sisifo Seduto di Milano. Nel 2002 inizia a comporre musica elettronica, dove mescola elettrominimalismo e musica autogenerativa.

Dal 2007, in collaborazione con alcune associazioni culturali di Vigevano, si dedica al video-making auto prodotto e integra il video nei più disparati eventi culturali, come reading musicali, presentazioni di artisti, introduzioni a rassegne cinematografiche, teatro-canzone ecc. Nel 2011 scrive e dirige il suo primo spettacolo teatrale "Quotidiano Incostante".
Nel 2012 scrive e dirige la seconda opera teatrale "Lunarchia" che viene pubblicato per edizioni "La Gru". Nel 2013 scrive e dirige il dramma psicologico "Sedara". Nel 2014 si dedica alle radio poesie, che confluiranno nel concerto-poesia "Musicrazia", raccolta di poesie su base elettronica e summa della musica per teatro. Contemporaneamente espone le sue foto in varie collettive a Vigevano e Milano. Nel 2015 scrive e dirige il dramma surreale "Temporin". Fonda la compagnia teatrale Kurtz Teater. Pubblica per la casa editrice Arduino Sacco la seconda raccolta di poesie "Il microtono dell'umore".

Nel 2016 organizza i reading video-poetici de "Il microtono dell'umore ", unione di video arte e performance poetica.
Riporta in scena Sedara. Attualmente lavora al testo teatrale "La cura di Irma Grese".

Alcune opere di Valerio Incerto:

Settembre 2017 - Presentazione di Andrea Favaretti

Andrea Favaretti, nato a Padova nel 1968, presenta le sue opere, in vari materiali, ( plexiglas, manichini, legno e melton rigido )
atte ad arredare artisticamente locali; donando loro tridimensionalità colorate ed a volte bizzarre.